“Man's right to know, to learn, to inquire, to make bona fide errors, to investigate human emotions must, by all means, be safe, if the word "freedom" should ever be more than an empty political slogan.” ― Wilhelm Reich

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DMT: la molecola dello spirito

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“Il silenzio incandescente e pacifico di Cristo”

brano tratto dall’opera di Wilhelm Reich, L’assassinio di Cristo:

“È Pilato che impartisce l’ordine di crocifiggere Gesù, ma è il popolo che lo spinge a farlo. […]
La favola dei grandi sacerdoti che aizzano il popolo contro Cristo è un’invenzione degli spacciatori di libertà. Come potrebbe una decina di sacerdoti aizzare le masse contro qualunque cosa se quel che può essere aizzato contro Cristo non esistesse già dentro l’anima del popolo?
Smettete di scusare il popolo e ciò che fa. […]
Per la prima volta Cristo si rende conto dell’abisso che lo separa dai suoi concittadini e dalla sua epoca.
Accetta la cosa con calma. Non ne viene colpito. I suoi amici non sono mai stati amici veri. Gli sono stati amici finché hanno potuto ottenere qualcosa da lui: eccitazione, conforto, pace, piacere e ispirazione. Adesso, mentre la peste emozionale urla intorno a lui se ne vanno. Nemmeno una di queste sanguisughe è presente. Cristo non li odia né li disprezza, si rende semplicemente conto della situazione e rimane in silenzio, solennemente. Fissa un abisso profondo e oscuro dove la mente malata dell’uomo metterà nei secoli a venire coloro che vengono torturati nell’Inferno.
Cristo è circondato da un’atmosfera di silenzio esteriore e di intima incandescenza pacifica, come se fosse protetto da uno scudo. Non c’è nulla in realtà che lo tocchi o che lo possa toccare. È aldilà dello stupido spettacolo che si svolge davanti ai suoi occhi. Pietà per i disgraziati va carponi dal suo silenzio. Vale la pena di salvarli? Certamente no. Tuttavia, Cristo vive in piena coscienza ciò che essi gli fanno.
Il silenzio incandescente e pacifico di Cristo in questo momento è avvertito da quanti assistono al disgustoso tumulto. La moglie di Pilato ama Cristo; lo ha visto in sogno e il suo destino la riempie di tristezza. Le donne lo hanno sempre amato sinceramente. Lo hanno amato di quei sentimenti che le donne felici provano per l’uomo di cui sono innamorate. Le donne sanno. Conoscono uomini come Cristo nel loro corpo. La moglie di Pilato cerca invano di salvarlo. Avverte la silenziosa, calda incandescenza che è in Cristo in quei momenti. E proprio su questo silenzioso splendore di fiducia, che va molto oltre la miserabile cattiveria umana, che in seguito si fonderà la forza silenziosa dei primi cristiani pacifici. Continuerà a esistere fino al momento in cui queste righe vengono scritte: nessuna manifestazione malvagia della peste umana può colpire questa calda, intima incandescenza. È lo splendore della Vita.
È la calda, intima incandescenza che accompagna Cristo nelle ore dell’agonia. Presto il mondo o dipingerà con un’aureola luminosa intorno al capo. Cristo rimarrà in silenzio quando si contorcerà di dolore. Rimarrà in silenzio quando le forze gli mancheranno. Rimarrà in silenzio quando la gente lo insulterà e lo sbeffeggerà, anche se sarà questo che più lo addolorerà, ma come da lontano. […]
La tranquilla e silenziosa incandescenza della Vita vivente non può venire distrutta con nessun mezzo. È una fondamentale manifestazione dell’energia stessa che fa muovere l’universo. Questo splendore lo si trova nel cielo notturno. È il fremito silenzioso del cielo illuminato che vi porta a dimenticare i brutti scherzi. È la tranquilla incandescenza degli organi sessuali delle lucciole. Aleggia sulle chiome degli alberi all’alba e al tramonto, e lo si scopre negli occhi di un bambino fiducioso. Lo si vede in un tubo di vetro nel quale è stato fatto il vuoto e che l’aria ha caricato di energia vitale, e lo si può vedere nell’espressione di gratitudine sul volto di un uomo ammalato dalla peste emozionale, il cui dolore avete sollevato. È lo splendore che si nota di notte sulla superficie dell’oceano o sulla cima degli alberi.
Non c’è nulla che possa distruggere queste forza splendente e silenziosa. Essa penetra ovunque e governa ogni movimento di ogni cellula dell’organismo vivente. È ovunque e riempie tutto lo spazio che è stato svuotato dagli uomini inariditi. È la causa dello splendore delle stelle e del loro ammiccare. Lo splendore della pelle è per il vero medico un segno di salute, così come la mancanza è segno di malattia. Quando si ha la febbre, lo splendore aumenta poiché esso combatte l’infezione mortale.
È l’incandescenza della forza vitale che continua anche dopo la morte dell’organismo. È l’incandescenza dell’anima, ma dopo la morte non rimane come «forma». Si disperde nell’infinito oceano cosmico, nel «Regno di Dio» da cui proviene.
[…] La consapevolezza che questa Forza Vitale universale e del retrostante universo che ne è colmo è, nell’uomo, indistruttibile perché egli la sente

(pp. 209, 211-212, 215).

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Wilhelm Reich – Quello che tutti dovrebbero sapere

Willhelm Reich fece un lungo percorso di studi partendo dalla sessualità e i disturbi psichici, arrivando alla scoperta di quella che definì Energia Orgonica, un’energia da cui dipende tutto l’universo e da cui dipende la vita stessa. Con i suoi studi sull’orgone elaborò terapie in grado di curare patologie più o meno gravi, realizzò dispositivi usati ancora oggi in grado di accumulare la sua energia e di scaricarla con effetti benefici sui pazienti, cercò di alleviare gli effetti dannosi dell’energia nucleare ed arrivò a creare una macchina in grado di fare piovere a comando e di riequilibrare l’ambiente al punto tale da riportare la vita nei deserti. Nonostante ciò le sue teorie ed i suoi esperimenti, vennero prima screditate e poi demonizzate relegando Reich ai margini della comunità scientifica e portandolo addirittura in carcere dove morì misteriosamente come aveva predetto. Eppure, grazie ai suoi studi riuscì a formulare una teoria scientifica avvalorata da molte prove.

La fonte del “NO” umano

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Quando nasce, un bambino esce da un utero caldo, a 37 gradi centigradi, per trovarsi in un ambiente a 18 o 20 gradi. Questo è abbastanza sgradevole. Lo choc della nascita… abbastanza sgradevole. Ma potrebbe sopravvivere a tutto questo se non succedesse quanto segue. Come esce viene preso per le gambe e picchiato sul sedere. Il primo saluto è uno schiaffo. Secondo saluto: viene tolto alla madre. Giusto? Viene tolto alla madre. Ascoltatemi bene a questo punto. Fra cent’anni sembrerà incredibile: toglierlo alla madre! La madre non deve toccare o vedere il bambino. Il bambino non ha nessun contatto corporeo dopo nove mesi di contatto corporeo a temperatura molto alta – ciò che noi chiamiamo il “il contatto energetico orgonotico corporeo”, il campo di azione fra loro, il tepore e il calore. Poi gli ebrei introdussero qualcosa circa sei o settemila anni fa. E questa è la circoncisione. Non capisco perché l’abbiano introdotta. E’ ancora un enigma. Prendono quel povero pene. Prendono un coltello. Esatto? E cominciano a tagliare. E tutti dicono : “Non fa male”. Tutti dicono: “No, non fa male”. Ci siamo? Questa è un scusa, naturalmente, un sotterfugio. Dicono che le guaine dei nervi non sono ancora sviluppate. Perciò il bambino non sente niente. Ora, questo è un assassinio! La circoncisione é uno dei peggiori trattamenti inflitti ai bambini. E cosa succede loro? Guardateli. Non possono parlarvi. Si limitano a gridare. Ciò che fanno è contrarsi. Si contraggono, si ritirano in sé, via da quel brutto mondo. Io mi sono espresso molto crudamente, ma certamente capirete ciò che voglio dire. Ora, questo è il saluto: toglierlo alla madre. La madre non deve vederlo. Ventiquattro o quarantott’ore senza mangiare nulla. Esatto? Pene tagliato. E poi viene il peggio: questo povero bambino, questo povero neonato, cerca sempre di allungarsi e di trovare qualcosa di caldo, qualcosa a cui aggrapparsi. Va dalla madre, mette le labbra sul capezzolo della madre. E cosa succede? Il capezzolo è freddo, o non diviene turgido, o il latte non arriva, o il latte è cattivo. E questo è abbastanza generale. Non si tratta di un caso su mille. E’ generale. Questa è la norma. Cosa fa dunque il neonato? Come reagisce a ciò? Come è costretto a rispondere a ciò bioenergeticamente? Non può venire da lei a dirle: “ Ehi, ascolta, sto soffrendo tanto”. Piange, semplicemente. E alla fine ci rinuncia. Ci rinuncia e dice “No!”. Non dice “no” con le parole, capite, ma questa è la situazione psichica. E noi orgonomisti lo sappiamo. Lo veniamo a sapere dai nostri pazienti. Lo deduciamo dalla loro struttura psichica, dal loro comportamento, non dalle loro parole. Le parole non possono esprimerlo. Qui, proprio all’inizio, si sviluppa il rancore. Qui si sviluppa il “no”, il grande “NO” dell’umanità. E poi ci si chiede perché il mondo è in subbuglio.

Tratto dal libro “Bambini del futuro” di Wilhelm Reich, 1950